Effetti della cronaca nera sulla mente: impatto su sonno e benessere psicologico

Effetti della cronaca nera sulla mente: impatto su sonno e benessere psicologico

Matteo Casini

Gennaio 6, 2026

Ti è mai successo di andare a dormire con la testa piena di pensieri dopo aver seguito notizie di cronaca nera? A volte basta un’immagine cruenta, o una storia drammatica, per lasciare un segno più profondo di quanto si immagini. Esporsi continuamente a violenza e tragedia scatena un disagio psicologico spesso sottovalutato: si parla di trauma indiretto o vicario, cioè quel peso emotivo che grava su chi non è coinvolto direttamente ma subisce comunque l’impatto. Ecco perché ansia, insonnia e sensazioni di insicurezza spesso bussano alla porta dopo aver letto o visto certi servizi, specialmente la sera. Nelle case italiane, il telegiornale serale è un’abitudine, ma per qualcuno diventa un vero e proprio ostacolo al relax notturno. Il cervello resta attivo, anche dopo stimoli emotivi forti e negativi, rendendo difficile staccare nel momento di riposo.

Da qualche tempo, la diffusione di smartphone e social ha esasperato tutto questo, creando un flusso infinito di informazioni che – diciamolo – spesso supera la soglia di sopportazione emotiva. La cronaca nera non è solo un racconto: il sistema nervoso la percepisce come una minaccia e scatena una risposta biologica di stress. Ormoni come il cortisolo si attivano, ostacolando la naturale discesa del tono emotivo serale: poi ecco difficoltà ad addormentarsi e risvegli continui. Le persone che vivono in città – dalle parti di Milano, per esempio – lo sentono più forte durante l’inverno, quando la luce diminuisce e la mente diventa più fragile all’ansia e al senso di insicurezza.

Come identificare i segnali del trauma indiretto

Riconoscere se un disagio emotivo deriva dall’esposizione a notizie pesanti non è così semplice. Il trauma vicario si manifesta con un mix di sintomi emotivi e fisici – roba che può complicarti la vita. Dal lato psicologico, si nota spesso una ansia che non se ne va e un timore esagerato per la sicurezza propria e delle persone care. Irritabilità e una sensazione di impotenza sono frequenti, anche perché la cronaca sembra non voler smettere mai. Spesso, poi, vengono in mente pensieri intrusivi e immagini disturbanti legate agli eventi visti, quasi un disturbo post-traumatico senza essere direttamente coinvolti.

Effetti della cronaca nera sulla mente: impatto su sonno e benessere psicologico
La parola NEWS risalta in blu su una tastiera, simboleggiando la costante esposizione alle notizie e il loro impatto. – romantiqa.it

Fisiologicamente, la tensione muscolare cronica – tipo al collo e spalle – è un segnale da non sottovalutare, insieme a frequenti mal di testa e problemi digestivi. Insonnia e incubi ricorrenti affaticano chi soffre, mentre la stanchezza si accumula senza tregua. Poi c’è il “doomscrolling” – una vera trappola: leggere compulsivamente sole brutte notizie, sperando di trovare conforto, ma in realtà alimentando ansia e stanchezza mentale. Nel quotidiano, si vede qualche cambiamento tangibile: si evitano posti o situazioni che prima si frequentavano tranquillamente, si riducono i rapporti sociali e svaniscono gli interessi che una volta davano gioia. Chi abita in grandi metropoli lo percepisce più forte, presa nella frenesia e nei mille stimoli spesso negativi.

Strategie realistiche per tutelare la salute mentale

Non serve isolarsi o smettere di informarsi, ma meglio dosare la quantità di notizie. Un tentativo concreto? Limitare il tempo dedicato ai contenuti informativi, evitando soprattutto di iniziare o chiudere la giornata con notizie ansiogene. Disattivare le notifiche delle app e scegliere orari precisi per aggiornarsi interrompe il flusso continuo, lasciando un po’ di respiro emotivo. Va bene scegliere fonti serie e affidabili, che non puntano solo sul sensazionalismo o immagini choc, ma offrono anche storie di resilienza e fatti positivi.

Prima di addormentarsi, ecco qualche idea per rilassarsi: leggere un libro, ascoltare musica soffusa, parlare di cose leggere o fare un bagno caldo. Così il sistema nervoso rallenta, si calma. Tecniche che usano il respiro profondo, la meditazione o la mindfulness aiutano a gestire ansia e stress, spostando il focus dal turbine di pensieri fastidiosi al momento presente. Quando però ansia e insonnia si cronicizzano e interferiscono con la vita, meglio chiedere aiuto. Uno psicologo può intervenire con metodi mirati, come la ristrutturazione cognitiva o la terapia EMDR, per affrontare le radici del problema.

La psicologia dell’emergenza insegna che, anche dopo un’esposizione prolungata a eventi negativi, si può costruire una resilienza personale. Separare le proprie emozioni dal bombardamento mediatico è un passo decisivo per ritrovare controllo e sicurezza dentro di sé. Un dettaglio non da poco, nell’era dell’informazione continua e spesso drammatica. Chi vive in città o passa molto tempo immerso in stimoli negativi può imparare – con la giusta consapevolezza – a difendere la propria salute mentale usando strategie concrete.

×