Molti italiani, dopo le feste, si ritrovano con un problema comune: sonno disturbato e notti agitate. Curioso, visto che spesso si sente una stanchezza profonda, vero? La ragione? Quel meccanismo interno – il cosiddetto ritmo circadiano – che regola quando dormiamo e quando siamo svegli. Le feste spostano tutto un po’: si cena più tardi, si sta sotto luci artificiali finché non si è stanchi – e poi, la sveglia si fa attendere. Tutto ciò scombina il naturale orologio biologico, causando difficoltà ad addormentarsi oppure risvegli continui. Il risultato? Ci si alza la mattina con la sensazione di non aver riposato affatto.
Basta anche uno sfasamento di un paio d’ore nella routine quotidiana per creare problemi. Particolare attenzione all’esposizione serale a smartphone, televisione e schermi: confondono il corpo, che così si apre meno facilmente al sonno. La frequenza maggiore di alcol e caffeina durante i giorni di festa non aiuta per nulla, anzi. L’abbinata tra luci artificiali e queste sostanze può compromettere pesantemente il riposo, scatenando quella stanchezza che – anche dopo tante ore di letto – sembra non passare mai.
Come la routine delle feste modifica il ritmo del sonno
Il punto è semplice: durante le festività si modificano le abitudini, e il ritmo sonno-veglia va in tilt. Serate tardive, qualche sonnellino di troppo e un atteggiamento più rilassato sugli orari creano un disallineamento del ritmo circadiano. L’orologio biologico reagisce pure a piccoli cambiamenti e, quando si spostano gli orari abituali, il corpo si abitua a restare sveglio più a lungo o fa fatica a prendere sonno. Cosa sposta tutto? La luce, soprattutto quella artificiale degli schermi serali, che ritarda il desiderio di dormire; al contrario, la luce naturale del mattino – da non sottovalutare – aiuta a rimettere tutto a posto.

Aggiungiamo poi l’alcol: all’inizio può facilitare il sonno, ma poi succede il contrario: risvegli frequenti e un sonno meno profondo. La caffeina, per di più, si assume spesso senza pensarci troppo, in orari in cui sarebbe meglio evitarla. Stress e ansia, legati al ritorno alla normalità, complicano ancora di più la situazione, creando quel maledetto circolo vizioso dell’insonnia. Chi abita nelle grandi città, specialmente nel Nord Italia, lo nota parecchio: l’inverno, con le sue giornate corte, rende ancor più difficile raddrizzare questi ritmi folli.
Strategie pratiche per ritrovare un sonno regolare dopo le festività
Rimettere ordine nel sonno non richiede magie, ma qualche accorgimento quotidiano. Regolarità negli orari di andare a letto e svegliarsi—anche nel weekend!—è un buon inizio. Quando l’orologio biologico è sballato, anticipare il momento di andare a dormire di 15-30 minuti ogni pochi giorni aiuta a evitare frustrazioni e migliorare il riposo. La luce naturale mattutina è una specie di sveglia per il corpo: anche pochissimo tempo fuori porta—una breve passeggiata, magari—può fare la differenza. Soprattutto, riuscire a limitare le luci intense e gli schermi prima di dormire aiuta il cervello a rilassarsi gradualmente.
Il consumo di caffeina e alcol va ridotto parecchio nelle ore serali: entrambi interferiscono con la qualità del sonno e la continuità del riposo. Quando il sonno tarda ad arrivare, l’errore comune è restare a letto a girarsi e rigirarsi. Piuttosto, è meglio alzarsi e dedicarsi a qualcosa di rilassante, in una stanza poco illuminata – insomma, per spezzare il circolo vizioso dell’insonnia. I famosi “pisolini” pomeridiani? Anche qui, dosare bene durata e orario: un riposino troppo lungo o troppo tardi può farti perdere la voglia di dormire al buio più tardi, un dettaglio che molti sottovalutano.
Se il problema dura da settimane e incide pesantemente sul quotidiano, vale la pena consultare uno specialista. Solo così si possono scovare le cause precise e trovare una risposta adeguata. Prima di prendere qualsiasi integratore, come la melatonina, serve un confronto medico, soprattutto se si assumono altri farmaci o si è in gravidanza o allattamento. Nel mentre, mantenere un ritmo regolare di esposizione alla luce e abitudini sane resta il modo più naturale per dare “un reset” al sonno. Molti italiani lo apprezzano, e qualche fatica iniziale si trasforma in un riposo ritrovato, di qualità vera.
